La Comunità
25 anni di cooperazione sociale e passione per le persone: buon compleanno CGM!

25 anni di cooperazione sociale e passione per le persone: buon compleanno CGM!
L'11 febbraio CGM ha compiuto 25. 25 anni di cooperazione sociale, di passione per le persone e le comunità in tutte le regioni d'Italia. 25 anni che celebriamo attraverso i risultati del bilancio sociale di rete 2010 e le parole della presidente Claudia Fiaschi rinnovando l'augurio che
lo sforzo e i risultati della rete Cgm continuino a testimoniare che in Italia qualche “laboratorio di futuro” c’è.
L’impresa sociale è stupefacente, come una spiaggia di sassi.
Una spiaggia di sassi non trasmette al primo sguardo la suggestione morbida, accogliente e calda di una distesa di sabbia.
La docilità della sabbia ha un prezzo: il granello di sabbia ha perso ogni traccia della roccia che è stata, non ha memoria del suo colore, né della consistenza della sua superfi cie; quel granello ha senso solo insieme ad altri, non ha memoria e non è memorabile, è spiaggia.
La spiaggia di sassi è tutta un’altra cosa: non dimentica il senso dell’“insieme”, ma ha il senso dell’unico e dell’irripetibile.
Ha il pregio di una galleria d’arte: ogni sasso ha geometrie proprie, le sue forme e i suoi colori sono memoria del lavoro del vento e del mare, ogni sasso parla ed emoziona.
Una spiaggia di sassi è molto di più di una spiaggia: è un racconto, il frutto non pianifi cato del rintocco lento e costante dell’onda, alternato al vortice confuso di acqua e sassi durante le mareggiate.
L’impresa sociale è così. E’ esito della paziente costruzione dei tempi di quiete e dello scomposto intraprendere delle burrasche invernali.
Con risultati imprevisti e sorprendenti, nonostante la “crisi”, nonostante la furia impetuosa del libeccio, di un vento che agita il mare dal cuore, riportando tutto in superfi cie (sassi, legni, conchiglie, ma anche rifi uti quelli che pensavamo di
aver seppellito defi nitivamente in fondo al mare).
Poi, passata la tempesta, ci accorgiamo che è stata una grande occasione per defi nire un nuovo ordine delle cose.
Parlo di risultati sorprendenti, perché i dati che presentiamo con questo bilancio sociale 2010 sono positivi: ancora sviluppo, ancora occupazione e una maggiore solidità. Insomma un’economia più matura, che pur non nascondendosi le diffi coltà di un Welfare sempre meno Welfare, prova ad abbracciare con pazienza e coraggio nuove frontiere di prossimità, senza rinunciare a quanto costruito,
riorganizzandosi al meglio, studiando, imparando, per essere capaci del nuovo.
Questo bilancio sociale vuole essere un messaggio in bottiglia per naviganti curiosi nel mare tumultuoso di questo Paese in trasformazione: lo sforzo e i risultati della rete Cgm sono testimonianza che in Italia qualche “laboratorio di futuro” c’è.
Intitolo così lo sforzo condiviso quest’anno a tutti i livelli della rete dalle cooperative ai consorzi, sino al livello nazionale. Una fabbrica del futuro intenta a trasformare le nostre comunità in luoghi “buoni da vivere” alla luce di una sempre più complessa modernità, a riconfi gurare nuovi patti di convivenza comunitaria capaci di tenere insieme sogni e bisogni degli uomini, a prefi gurare il nuovo, a intraprenderlo.
La modernità ha richiamato in servizio l’essenzialità della matrice comunitaria della cooperazione sociale indispensabile oggi come ieri per non perdere la rotta, per evitare le seduzioni speculative dei mercati o la depressione rinunciataria degli oracoli di morte che accompagnano le grandi trasformazioni, per rendere di nuovo le persone innanzitutto cittadini protagonisti dei cambiamenti desiderati e le imprese sociali capaci di percorrere mercati sostenibili, di generare valore aggiunto e di accrescere le possibilità di investimento per il paese e le nostre comunità.
Questo raccontano i 10 sassi, lenti di ingrandimento su altrettante esperienze, che rappresentano il cuore del bilancio sociale di quest’anno: la fertilità dello sguardo del cooperatore che si interroga sulla propria comunità, pronto ad abitare una sfi da, la consapevolezza di un talento pregiato dell’impresa sociale cooperativa di renderci insieme capitani delle nostre anime e manovali di sogni condivisi.
Dieci sassi fi rmati dalla passione per le persone e per il territorio, cesellati dalla creatività e dal coraggio delle sfi de nuove, nutriti e rafforzati dalla capacità di incontrare e coinvolgere e soprattutto di saper “cadere in alto”, di continuare a desiderare il meglio nei tempi in cui si discute della sostenibilità del “bene” e di trasformare questo desiderio in un enzima trasformativo, capace di aprire nuove possibilità.
Dedichiamo questa scommessa, a 25 anni dalla sua scomparsa, a Gino Mattarelli e a chi con lui in quegli anni ha creduto che questa forma di autorganizzazione dei cittadini fosse preziosa per il nostro Paese. Lo dedichiamo a chi vent’anni fa ha lavorato per trasformare questa pratica imprenditoriale e sociale in un istituto specifi co del nostro ordinamento, dando dignità con la L.381/91 a un’esperienza economica unica, che oggi manifesta con pienezza i suoi frutti; capace ancora di tenere insieme sviluppo sociale e sviluppo economico, qualità, economicità, attenzione all’ambiente, al territorio e alle persone che sono e restano la causa prima di ogni nostro agire.
Dedichiamo questa scommessa a tutti gli imprenditori sociali, a quelli ricchi di energia e pronti al nuovo e a quelli più stanchi, provati dal vento del cambiamento. Per tutti un piccolo insegnamento dal vento: il libeccio è un vento che nasce all’improvviso e arriva a sviluppare una potenza eccezionale, col suo calore arriva a distruggere piante e interi raccolti, sconvolge le coste, impedisce talvolta la navigazione, è causa di molti incidenti in mare, ma si calma con la rapidità
con cui è venuto e lascia dietro di sé cielo sereno, aria pulita e tempo buono.






