Persone, servizi e ambiente: la cura nei servizi all'infanzia

Persone, servizi e ambiente: la cura nei servizi all'infanzia

Intervista al dott. A. Fortunati (Direttore Area Documentazione, Ricerca e Formazione dell’Istituto degli Innocenti di Firenze e membro del Comitato scientifico di PAN)

Politiche educative per l’infanzia in Italia e strutture di welfare: qual è la situazione nel nostro Paese?

Facendo riferimento ai dati raccolti dal monitoraggio del “Piano nidi” realizzato dal Centro Nazionale di Documentazione e Analisi sull'Infanzia e l'Adolescenza(la cui gestione delle attività coinvolge dall’origine l’Istituto degli Innocenti) la ricognizione sui servizi educativi effettuata in collaborazione con Regioni e Province autonome rappresenta la situazione italiana migliore che negli ultimi anni.

Ad oggi infatti il livello di copertura dei nidi raggiunge il 18 % della popolazione infantile interessata. Se poi si prendono in considerazione anche i bambini che iniziano a frequentare una scuola dell’infanzia prima di compiere 3 anni, si ottiene una media che oscilla tra il 23 e il 24% della popolazione infantile in età utile.

Certo, c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere l’obiettivo europeo del 33% fissato dall’Agenda di Lisbona, ma il dato sulla media nazionale appare comunque come positivo, specialmente se si considera che alcune Regioni come Emilia Romagna, Toscana e Umbria lo hanno raggiunto.

La sfida più grande è ora quella di riuscire a diminuire le disparità a livello territoriale attraverso le azioni di finanziamento specifico programmate dal 2007 al 2013 per le otto Regioni del mezzogiorno.

 

Il nido è il servizio educativo per eccellenza: quali sono gli indicatori più significativi della qualità nel servizio?

I criteri di valutazione della qualità di un servizio all’infanzia sono molti, ma prendendo in considerazione i principali, si possono identificare con:

- la stabilità dei contesti spaziali e sociali, sia per quanto riguarda il gruppo di bambini che le figure adulte;

- la regolarità di frequenza del servizio da parte del bambino, che identifica la frequenza al nido come facente parte del tessuto ordinario dell’esperienza;

- l’organizzazione dello spazio e la gestione organizzata del tempo nella giornata che dimostrano la presenza di un progetto consapevole di educazione;

- l’esistenza di una relazione stretta e continua tra il servizio e la famiglia, la quale si deve sentire co-protagonista nell’attuazione del percorso educativo;

- l’alta professionalità degli educatori. Le ricerche dimostrano che nei primi 3 anni di vita avvengono processi importanti che non si ripeteranno mai più nella vita di una persona, quindi riconoscere l’importanza del lavoro educativo attraverso la presenza di requisiti di formazione alta e compenso economico nel lavoro sono elementi da non sottovalutare.

 

Quanto conta la cura dell’ambiente ed il tipo di arredi e giochi che vengono messe a disposizione dei bambini in un nido?

L’organizzazione dello spazio educativo è un elemento che caratterizza in modo innovativo la pedagogia dei servizi per la prima infanzia. Da una concezione della relazione di tipo docente-discente si è passati a prestare grande attenzione anche al luogo in cui questo rapporto prende vita, riconoscendo l’importanza dell’interazione con lo spazio e con i materiali, che permette ai bambini di crescere  e apprendere, intervenendo e sperimentando attraverso il proprio corpo.

Lo spazio educativo sostiene il progetto stesso, per questo è importante pensare la produzione di arredi e l’organizzazione degli stessi in uno spazio in modo tale da offrire al bambino opportunità di stimolo tali da animare situazioni di esperienza sia individuale che di gruppo.

 

Quali sono i consigli che si sente di dare ad un genitore in procinto di scegliere un servizio educativo per il proprio bambino?

In primo luogo è importante per un genitore poter verificare che il servizio investa in vario modo per informare gli utenti sulla propria organizzazione e sull’offerta educativa del servizio.  In secondo luogo è utile prestare attenzione alla qualità delle relazioni che viene offerta da parte degli educatori nell’accogliere e nel farsi conoscere dal genitore. Allo stesso modo è da considerare un elemento positivo il poter visitare il servizio e conoscerlo attraverso una presentazione accurata da parte del personale che opera al suo interno.

 

Quali consigli si sente di dare ad una cooperativa che desidera migliorare la qualità nei nidi che gestisce?

Le cooperative negli ultimi 20 anni hanno sviluppato cultura e capacità nella gestione e progettazione di servizi educativi. Esistono però degli elementi che permettono di crescere e qualificarsi in maniera più strutturata, come ad esempio l’essere parte di una rete o di un sistema, fattore che garantisce un maggiore sostegno ai servizi e facilita la relazione ed il confronto tra gli stessi. Allo stesso modo è utile investire su coordinamento pedagogico e formazione, perché il servizio deve essere sempre accompagnato e sostenuto e gli educatori non devono essere lasciati soli ma necessitano continuamente di confronto con un punto di vista altro da loro che sostenga il processo della riflessione critica sulle esperienze. In ultima battuta credo sia fondamentale dialogare con gli enti locali, costruendo relazioni di fiducia, a supporto e vantaggio reciproco, perché anche un atteggiamento di questo tipo contribuisce a creare un sistema entro il quale le iniziative possono essere integrate nel modo migliore.