SolidaRete.

Fondazione per l'internazionalizzazione dell'impresa sociale

SolidaRete nasce come progetto comune del Consorzio Gino Mattarelli della cooperazione sociale (CGM), del Consorzio CTM - Altromercato per un commercio equo e solidale, e della Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV).

Tre realtà del mondo della solidarietà e della cooperazione che da decenni sono impegnate nei rispettivi ambiti di competenza per promuovere una maggior giustizia sociale ed il bene comune tra le persone, le comunità e gli Stati.
Le domande poste dalla Mondialità – il risveglio delle comunità, il bene comune e il vivere insieme – richiedono un impegno comune per creare le strutture necessarie alle nuove forme di convivenza, costruite sul dialogo e l’incontro.
I nuovi scenari economici e sociali che si presentano oggi ci spingono a superare i limiti della solidarietà e dell’urgenza, e a riconquistare gli spazi sia dell’economia sia delle istituzioni per rifondare su basi nuove le forme della produzione, del sostegno alle famiglie e alla società civile, mediante una ricongiunzione degli spazi e dei luoghi nei quali l’unità della vita delle comunità è stata spezzata.
Urgente è l’elaborazione  non solo nella nostra cultura di principi e valori che consentano di evitare la separazione tra persona e individuo, tra persone e comunità, e tra comunità all’interno degli stessi Stati.
Ormai è non più rinviabile la riconciliazione tra l’umano e la natura in tutte le sue forme di esistenza, la riscoperta dei luoghi e della vita, cioè dei luoghi di vita, nei territori, nella convivialità dentro le proprie comunità e tra queste; la ricostruzione delle istituzioni e delle attività economiche  dentro i tempi e le forme della vita quotidiana; il rafforzamento del legame tra “deboli” e “forti” che trovi nuove forme di congiunzione e collaborazione, capaci di trasformare la diversità in virtù e ricchezza reciproca, e generando nuove modalità di vita in entrambi.
In tutte le forme di organizzazione sociale i sistemi produttivi e i mercati possono svolgere un ruolo importante: di conoscenza, di condivisione, e di scambio, esperienze sempre sociali e culturali. Perché essi assolvano a questo positivo compito è però necessario che lo stretto legame tra territori, comunità, istituzioni e sistemi produttivi non venga dissolto, delegando il potere a l’una o all’altra funzione, senza negare mai agli Stati e alle istituzioni sopranazionali l’esercizio di una corretta regolazione di tutti gli ambiti. Per questo la scelta dell’ambito locale come forma di organizzazione socioeconomica non è una scelta di specializzazione e settorializzazione, ma l’area di riferimento privilegiata alla quale lo Stato, le Regioni e le Unioni sovranazionali devono rapportarsi in modo funzionale.

Le esperienze decennali delle tre nostre organizzazioni – CGM, CTM, FOCSIV – ci rafforzano nel convincimento che partendo dalle persone e dal locale sia possibile costruire o ricostruire economie, mercati ed istituzioni al servizio del bene comune; sostenere forme di produzione che riscoprano il rapporto tra colture – culture - natura capaci di ridare ai beni scambiati il loro valore sociale e culturale. Il luogo di incontro delle nostre esperienze dove far confluire lo specifico contributo di ciascuno è costituito dall’impresa sociale cioè da quella forma di organizzazione dei sistemi produttivi capace di rigenerare il rapporto tra economia e società partendo dalle comunità.

La nostra idea di impresa sociale, nel contesto generale dell’economia sociale e del non profit, si qualifica e specifica nel:
1 - Il radicamento territoriale locale come condizione di efficacia nella scelta dei settori di attività e dell’uso delle risorse esistenti.
2 - L’appartenenza comunitaria sia per la percezione delle domande rivolte all’impresa sociale sia per gli effetti sociali e produttivi che questa genera .
3 - L’ibridazione delle risorse per la sostenibilità del progetto imprenditoriale, capace di utilizzare tutte le forme di impiego disponibili non limitate da categorie giuridiche mercantili sia rispetto all’impiego che alle forme della proprietà privata.
4 - Il coinvolgimento di tutti i soggetti disponibili all’impresa mediante forme di reale partecipazione e co-decisione alla gestione dell’impresa sociale.
5 - L’investimento sui legami inter-organizzativi sia a livello locale che in contesti più ampi che sappia coniugare forme di collaborazione e cooperazione imprenditoriale locale con quelle di produttori e mercati di altre comunità e altri paesi.
Il modello dell’impresa sociale si inscrive per sua natura dentro il quadro della Mondialità al quale vuole contribuire partendo dal locale ma per divenire poi soggetto di attiva e più equa mondializzazione dei rapporti economici e sociali in un quadro di cooperazione internazionale solidale e innovativa.
L’impresa sociale ha oggi compiti importanti sia in Europa sia in altri paesi perché si assiste al restringimento dell’area dei servizi e dei mercati a vantaggio di processi di transnazionalizzazione finanziaria e tecnologiche che sta sradicando le economie dalle comunità e dalle persone e creando meccanismi di competizione e di conflitto distruttivi. Temi questi che assumono particola rilevanza in contesti dei Sud del mondo, laddove le comunità, i mercati, le strutture famigliari e produttive, i valori presentano tuttora caratteristiche di coesione che fanno della proposta dell’impresa sociale una ipotesi altamente attuale.
Per queste ragioni la vocazione della Fondazione per l’impresa sociale è di contribuire alla diffusione di saperi e esperienze legate alla diffusione dell’impresa sociale e alla creazione di forme cooperative e comunitarie di mercati e di scambi.
Gli obiettivi che la Fondazione si propone sono:
-           promuovere una dimensione internazionale delle imprese sociali di comunità italiane;
-           partecipare in quanto Fondazione, in qualità di partner paritetici ai processi di sviluppo di movimenti di imprese sociali di comunità negli altri paesi, europei ed extra-europei;
-            impegnarsi nella elaborazione e promozione di una cultura della cooperazione internazionale che favorisca lo sviluppo economico e sociale della persona attraverso lo strumento specifico dell’impresa sociale e delle sue forme di cooperazione;
-          favorire la partecipazione di soggetti finanziatori interessati a sostenere lo sviluppo dell’impresa sociale di comunità a livello internazionale;
-            attivare relazioni di partenariato tra i nodi delle reti fondatrici, che permettano lo sviluppo di processi di cooperazione orizzontale efficaci e duraturi tra comunità dei sud e dei nord;
-           tradurre il pensiero e le sperimentazioni comuni in un pensiero scientifico orientato verso una nuova consapevolezza dell’importanza di dare risposte ispirate a principi di cooperazione ai problemi posti dalla mondialità.
-            promuovere percorsi formativi interculturali e trasversali alle tre organizzazioni finalizzati ad incrementare la cultura specifica sull’impresa sociale e rafforzare la dimensione mondiale dei processi cooperativi. Formazione sia dei dirigenti interni che dei dirigenti delle organizzazioni partner dei sud e dei nord del mondo.
-           contribuire attraverso la diffusione dei saperi e delle esperienze accumulate verso enti, istituzioni, sistemi organizzati per orientare verso pratiche sociali innovative a sostegno dei problemi generati dai fenomeni di migrazione e di mondializzazione.